lunedì 17 agosto 2015

Noi, che ...


Noi, che pensavamo il mondo fosse dipinto di rosa e non mescolato con il grigio

venerdì 14 agosto 2015

"Noli me tangere"



L'ombra di un uomo si manifesta a Montecitorio, attraversa l’emiciclo, raggiunge il banco del governo e apre la giacca  in modo da mostrare la camicia crivellata di colpi, il petto macchiato di sangue. Non dice una parola, fino a quando qualcuno non prova a trattenerlo. «Noli me tangere», risponde Aldo Moro prima di scomparire per l’ultima volta.
Possiamo restituire centralità a una figura come quella di Moro, che rimane inespressa, e quindi incompresa, nella storia d’Italia, rileggendo il suo ultimo discorso. Si riscopre in esso un testo di intensa amarezza, nel quale c’è tutta l’angoscia di un uomo che parla nella consapevolezza di non poter essere compreso. Stava cercando di dire e di fare qualcosa di nuovo, rompendo una sorta di crosta che gravava sulla società italiana. Operazione pericolosa, come si è visto. Mortalmente pericolosa.
L’Italia di oggi si dice essere figlia degli anni Ottanta, il periodo del cosiddetto riflusso. Ma a spazzare via tutto, a produrre il ribaltamento dei valori e il degrado della convivenza è stata semmai la stagione di sangue degli anni Settanta. Quella che ha in Aldo Moro la sua vittima designata. Da oltre trent’anni, infatti, facciamo di tutto per dimenticarla.
La Giustizia è lenta ma inesorabile, si dice, ma qualche volta sembra che la lentezza sconfini nella ricerca storica in cui i colpevoli potrebbero non essere più in grado di inquinare le prove, perchè nel frattempo sono morti, ma forse, noi poveri mortali, sapremo finalmente se avevamo indovinato i loro nomi. 
E nell'interesse comune del Paese non serve liberarsi di questo fantasma, ma restituirgli la verità.


Fogli sparsi



Fogli sparsi di un diario di vita, pensieri spettinati da respiri color inchiostro, spilli di parole che cercano d'appuntare idee confuse, giorni che passano tra lente letture e sorrisi ingarbugliati, tra conchiglie che hanno il rumore del mare e sale che brucia sulla pelle appena arrossata da un sole, che ha ricordi di onde e sabbia bagnata. Odore di iodio, di aquiloni che toccano il cielo bucando nuvole bianche che lacrimano gocce di pioggia posandosi sui volti infantili rinfrescando le gote arrossate. Confusioni tra ricordi ed emozioni. Stagioni che si confondono. Autunni che rubano raggi dorati all'estate, estate che si è persa nelle piogge pazze di un marzo ancora addormentato in un inverno incantato. Ricordi confusi di stagioni sbagliate in fiabe credute ma mai vissute, come coriandoli e stelle filanti di un carnevale senza maschere, né personaggi. Fogli sparsi di un diario dove dita veloci e ingannevoli battono i tasti inventando parole e storie sognate...la vita è un intreccio di reale e irreale la vita è una lunga strada d'inciampi e capriole dove uscire dall’irreale è l'atto doveroso d’ogni anima che si sa guardare nello specchio dell'io con l'umile volontà di concepire il reale come la più bella favola che la vita ci può regalare.

martedì 11 agosto 2015

Al di là dei sogni, un'effimera felicità


 Robin Williams

A volte chi si toglie la vita è proprio colui che la ama tanto, che non riesce più ad afferrarla, a gustarla, a trasformarla in energia per se stesso e per gli altri. E il nostro Robin Williams era un artista nel far questo. Immaginate quanto dolore può sentire chi ha tanta voglia di donare, tanta creatività ancora da esprimere e non ci riesce più e i motivi non ci devono interessare, ma ci sono...
Sicuramente, da lassù, lui ci sta dicendo che il finale del "suo ultimo film" è il peggiore che ha dovuto girare, e ci sta ammonendo a scriverne uno migliore nelle vite di tutti , perché la vita è un dono meraviglioso che niente e nessuno deve rubarci! 

Robin  aveva una sensibilità e una profondità interiore impressionante oltre a una umanità notevole, ma di certo in questo mondo purtroppo sensibilità e umanità fanno rima con dolore. Si parla di ricchezza, di soldi, di successo, di depressione, ma ci vuole tanto a capire che è tutto così relativo? Che i parametri che applichiamo sono sempre sbagliati? Come diceva il grande attore nel film "L'attimo fuggente", bisogna cambiare il punto di vista da dove guardare le cose.
Grazie Robin per la bella persona che sei stata e che rimarrai in quest'epoca di effimera felicità.