lunedì 8 febbraio 2016

C'era un cinese in coda



C'era un cinese in coda. Anzi cento e più. Le primarie del Pd a Milano riservano una sorpresa a mandorla: sono state 7.750 le persone che hanno scelto come candidato sindaco Sala. Di quelle 7.750 persone, il 4% sono stati stranieri e la maggior parte di loro sono cinesi. 
Hanno votato quasi tutti in blocco per l'ex mister Expo, Giuseppe Sala, con tanto di appello in mandarino sul sito a scegliere l'ex manager per cui tifa Renzi. Lui, al seggio ha sdrammatizzato, ma in quasi tutti i circoli aperti l'affluenza orientale è stata decisamente maggiore del previsto. Arrivano in gruppo, qualcuno parla italiano ma molti hanno bisogno anche del traduttore, però vogliono votare e sanno perfettamente per chi. Molti volevano entrare in cabina in tre o in quattro alla volta. Li hanno dovuti fermare e li hanno obbligati ad entrare uno per uno alle "plimalie" del PD.


domenica 7 febbraio 2016

Il tempo è una matita


Il tempismo sono gli attimi che magicamente si incontrano, gli sguardi ricambiati, le parole che smettono di essere parole e diventano oceani di intenzioni, di cervelli che danzano insieme, di promesse mantenute. È curiosità, è cercare una mano che ti afferri il viso, è una risata condivisa. Sono intenzioni comuni, valori reciproci capiti, storie che non stonino, passati accettati anche se ingombranti..
Il tempo è una matita, e il tempismo è la sua mina. II cattivo tempismo è la mina che si spunta. Se vuoi continuare a scrivere devi temperare la matita: accorcerai il tempo, ma avrai imparato ad affinarlo.

Ridi


Se riesci a ridere di te stessa, va tutto bene.
Comincia il tuo giorno ridendo di te stessa, e ogni volta che trovi un momento libero nella tua giornata, quando non sai cosa fare, fatti una gran risata. Senza motivo, solo perché il mondo intero è così assurdo, solo perché è così assurdo il modo in cui sei fatta tu.

Hic et nunc



Dovrei imparare a rendermi conto  che la sofferenza e il dolore che sento nel cuore sono solo un avvertimento, qualcosa che mi ricorda di non vivere contro la mia verità. Qualcosa che mi spinge a cercare il positivo anche quando vedo solo il vuoto.
Dovrei imparare a non impormi ai miei desideri, pur sapendo che il momento non è giusto, che i tempi non sono maturi e che quella persona sono io.
Dovrei imparare a non desiderare un’altra vita ma ad affrontare la mia con coraggio e senza paure.
Dovrei imparare a capire che in ogni occasione mi trovo al posto giusto e al momento giusto, e che tutto quello che succede va bene.
Dovrei imparare a smettere di fabbricare progetti grandiosi. 
Dovrei imparare a fare ciò che mi rende felice, ciò che amo e che mi fa ridere di gusto, a modo mio, con i miei ritmi.
Dovrei imparare a liberarmi da tutto ciò che non mi fa del bene: persone, cose, situazioni e da tutto ciò che mi tira in basso e mi allontana da me stessa.
Dovrei imparare a non preoccuparmi sempre per il mio futuro e a non vivere nel passato.
Dovrei imparare a vivere nel presente "Hic et nunc", vivi «qui ed ora» né troppo avanti con le aspettative, né troppo indietro tra i ricordi.

venerdì 5 febbraio 2016

L'essenziale è invisibile



Non siate fotocopie sbiadite della società. 
Siatene l’inchiostro colorato.
Continuate a scrivere per sopravvivere.
Trasformate la passione in inchiostro
 scrivete il vostro destino. 
L'inchiostro sa quante frasi nascondono i silenzi.
I versi scritti dai grandi poeti 
sono immensità in macchie di inchiostro.
L'amore è un tatuaggio fatto senza inchiostro.
Quando non ho niente da dire e le parole finiscono
le pagine diventano bianche, manca inchiostro alla vita.

giovedì 4 febbraio 2016

Anatomia di un dolore



Chi non ci ha mai detto, con più o meno convinzione, che tutto passa? Certo. Tutto passa. Il dolore, la malattia, l'attesa, il tempo, l'amore…tutto passa, ma mai nessuno che ci abbia mai detto dove passa. 
Passerà nelle vene, scorrerà inesorabile dentro di noi, tra i contorni del nostro essere, in ogni lacrima, in ogni vuoto, in ogni goccia di sangue. Solo una cosa è sicura. Passerà e passerà senza pietà, senza chiedere il permesso e senza sentire scuse.
Passerà quindi. E ci cambierà. Resisteremo, e poi passerà. Passerà si, ma mai del tutto.
I ricordi, quelli sì che fanno male.
Ci sono poi i momenti difficili, le titubanze, le giornate no, e allora cosa ci tornano in mente? Le nostre cicatrici più o meno perfettamente rimarginate, ma mai guarite, e tutti quei segni sul cuore e nell'anima che non si vedono ma ci sono. Eccome se ci sono. I nostri desideri più grandi, che siano state preghiere a una stella cadente, a una monetina lanciata in qualche improbabile fontana chissà dove. 
É vero che tutto passa e alcune cose finiscono, ma altre semplicemente, anche se finiscono, finiscono un po’ meno, senza finire mai del tutto.
Vedremo un mucchio di ricordi e di cose vecchie bruciare, e saremo lì a guardare, senza poter fare nulla per salvarle.
Ci sentiremo stupidi nell'accendere la radio e sentire per caso una di quelle canzoni che ascoltavi e riascoltavi piangendo, anche in mezzo alla gente, con gli occhi asciutti.
Perché non possiamo scappare dai ricordi.
Ricorderemo sempre, è inutile fare i moralisti, o fingere… Dimenticare è impossibile.
Tutti scaviamo prima o poi nel nostro passato, e continueremo a farci del male e ricordare è l'unico modo che esiste per imparare a dimenticare.

Buon viaggio



Osservare le vite degli altri è come indovinarne l’animo.
C’è chi è solo ad una banchina e, in attesa di quella chiamata, per distrarsi, legge la storia di altri e chi, a voce bassa, canticchia la solita canzone prima di imbarcarsi. Chi corre contro il tempo perché sempre in ritardo, chi si perde e si ritrova. Chi non ha più ritrovato se stesso.
Ci sono gli innamorati. Loro si riconoscono dagli occhi.
Guardando verso il basso, c’è chi lascia la propria terra e la propria famiglia rincorrendo il proprio futuro. C’è chi va al lavoro, chi sta scappando, chi sale sul treno, ma riscende alla prima porta scorrevole. C’è chi viaggia per piacere, chi viaggia per la prima volta e chi non smetterà mai di farlo. C’è tanta speranza nell’aria. Ci sono sguardi pervasi dalla nostalgia e valigie piene di aspettative.