sabato 18 novembre 2017

La Mafia non è morta




Il 1992 me lo ricordo perfettamente come fosse oggi, prima Falcone, poi un mese dopo, Borsellino. Mi ricordo che quando vidi il funerale in TV e le monetine tirate al Presidente della Repubblica Scalfaro con Parisi al suo fianco, pensai: ABBIAMO PERSO, L'ITALIA NON C'E' PIÙ.

E' il 2017, comunque Giustizia non è fatta. Nulla da celebrare. La Mafia non è morta, è solo morta una persona che non si è mai pentita e che non ha dato nessun contributo alla lotta per debellare la mafia, che è ancora viva e forte. Riina ”Continua a camminare sulle gambe” dei tanti che, dalla Sicilia alla Lombardia, continuano a votare “amici degli amici”, assumere atteggiamenti sordidi nel proprio interesse. Qui non si tratta di crocifiggere la Sicilia. C’è un Paese intero che è complice. Allo Stato non interessa raccontare la verità, ha paura di guardarsi dentro, perché ha tanto da nascondere, perché andava a braccetto con la mafia. Da una parte gli appalti, dall’altra la possibilità di far eleggere un politico, da una parte un favore, dall’altra parte un altro favore.
Oggi lo Stato e tanti politici "festeggiano" la morte di Riina non perché è morto un boss sanguinario, ma perché si è portato nella tomba segreti che avrebbero fatto tremare le fondamenta di questo Paese ed avrebbero potuto scrivere tutta un'altra storia.
Riina s'è portato nella tomba tutti i segreti d'Italia degli ultimi 60 anni.







domenica 22 ottobre 2017

Ti scrivo... in una sera di ottobre dipinta di rosa



 🎀

Cara amica,
non ci sono istruzioni per l'uso, parti dal presupposto che la tua vita cambierà, il trucco è forse pensare che non tutti i cambiamenti sono necessariamente negativi. Io ci sono arrivata dopo lunghi mesi e così ho deciso di scriverti. Ti daranno un prontuario per il malato di cancro....straccialo!!! Non leggere, non lasciarti condizionare dalle statistiche... questo è il tuo viaggio, vivilo! Questo è il tuo tempo... trascorrilo! Mai nella tua vita avrai più tanto tempo per te, fermati e prendi fiato...è un colpo basso, un colpo da cartellino rosso, concediti il tempo di far tornare il respiro, non pensare, cavalca le emozioni e se hai domande... falle! Questo è il tuo tempo...è il tempo della cura, della battaglia, della lotta fino all'ultima goccia di energia, è il tempo in cui puoi scoprire una nuova te che nemmeno pensavi esistesse, una nuova te più forte, più coraggiosa di un leone o del più impavido dei guerrieri. Una te che non ha paura di avere paura, ma che dentro di sé trova anche la capacità di affrontarla, e ricorda... non c'è niente di più dignitoso di chi ammette di averne.
Ci saranno giorni in cui avrai voglia di urlare, di piangere, di spaccare tutto, di scappare...fallo!!! Ci saranno giorni in cui non vorrai vedere o sentire nessuno e giorni in cui invece avrai bisogno del mondo intorno....ascoltati e fai ciò di cui senti il bisogno...non forzarti in nulla! Noi, malate di cancro, abbiamo bisogno della giusta distanza intorno a noi....persone abbastanza vicine da farci sentire il loro calore e il loro supporto, ma non troppo... perché spesso ci sentiamo soffocare. A volte sarai scontrosa, lunatica, antipatica, insopportabile, ma non importa....chi resterà accanto a te sarà chi ti ama veramente... a noi è quasi tutto concesso... possiamo dire tutto e il contrario di tutto... nessuno ti contraddirà. Quando hai capito cosa sta realmente accadendo potrai iniziare il tuo viaggio come il guerriero della luce, un viaggio dentro te stessa, un viaggio di conoscenza, di scoperta, di stupore. 
Non sarà facile, nessuno lo ha mai detto! I primi giorni non capirai bene cosa sta succedendo...analisi, esami, TAC, PET, biopsie, interventi...in poco tempo ne saprai più te che un laureando in medicina...conoscerai i valori che dovresti avere, conoscerai il significato di una BOM o di un CVC.... ti sottoporrai a esami, aghi aspirati, e conoscerai il significato dell'attesa. Ah.... che parola odiosa... l'ATTESA!!! Non è l'attesa del tram o di qualcuno che non arriva...l'attesa vera, quella che leva il sonno, che ti attanaglia la gola e strozza lo stomaco... conoscerai cosa vuol dire attendere un risultato, perché da quel risultato dipende tutta la tua vita...e quando avrai quel foglio in mano ti sembrerà di avere trovato il più grande dei tesori.
Poi inizia il percorso vero, la lotta dura... ci saranno giorni in cui ti sentirai male, in cui starai da cani, così male da non avere la forza di alzarti dal letto e ogni volta dirai "questo è sicuramente il peggiore dei giorni" ...ci saranno giorni in cui non metterai in bocca niente, nemmeno l'acqua o in cui la nausea avrà la meglio e non riuscirai nemmeno a pensare, in cui ti vedrai brutta, trasfigurata, irriconoscibile, gonfia, con un colorito orrendo, in cui penserai che nessuno mai più vorrà starti accanto...potrai perdere chili e chili oppure prenderli...ma sai una cosa? Prendi uno specchio e guarda solo i tuoi occhi...quelli sono sempre uguali, restano il riflesso della tua anima e non cambiano !!! Guardali bene e cerca dentro tutta la forza che hai, la voglia di vivere e di combattere....vedrai niente potrà fermarti!
Ci saranno giorni in cui cominceranno a cascare le prime ciocche di capelli, in cui una macchinetta raderà i pochi che ti saranno rimasti, e sarà brutto, triste, sarà una tremenda violenza ...giorni in cui metterai una parrucca o un foulard o forse niente... in cui dovrai accettare un corpo diverso da quello che hai sempre avuto...non odiarlo, amalo... prenditi cura di esso....conta le tue cicatrici... e vanne fiera... io non vorrei mai nasconderle...sono la prova della mia battaglia.... sono il nostro vessillo, non vergognarti di esse ma vanne fiera!
Ci saranno giorni in cui non avrai più ciglia o sopracciglia, in cui avrai dolori, in cui non sentirai sapori, in cui sentirai che la tua femminilità ti ha abbandonato per sempre... ma i capelli ricresceranno più belli e più forti di prima, forse diversi, ma spunteranno e sarà gioia grande e li toccherai, li accarezzerai, e ti sembrerà una conquista così speciale! E ricresceranno le ciglia e le sopracciglia e il tuo viso tornerà ad essere quello di un tempo... 
Ci saranno giorni in cui dovrai essere abbastanza forte da consolare chi verrà a piangere davanti a te...assurdo, vero? Ma accadrà...sono le persone che ti amano, che soffrono per te e con te... è normale...loro vivono tutto dall'esterno e si sentono impotenti...
Poi arriverà un giorno in cui potrà esserci un'inversione di tendenza... non importa quanto ci vorrà..credici fino in fondo... un giorno in cui ti rialzerai da terra a testa alta dopo aver mangiato la polvere, dopo esserti sentita annientata e distrutta... rialzati, se hai bisogno attaccati a chi hai intorno e se vuoi chiedi aiuto...chiedere aiuto non è una sconfitta, è una conquista! 
Fai le cose che ti piacciono ed elimina tutto il resto...rincorri la tua felicità e vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo...
Io ho scoperto di essere una persona migliore...ho scoperto una me stessa più vera, più bella, più pulita e più sincera...con una grande dignità e una grande forza... non avrei mai pensato di poter ringraziare per questi mesi. Scoprirai uno tsunami d'amore intorno a te....abbandonati ad esso....
Siamo in tante...siamo donne, siamo madri, figlie, sorelle, amiche, non importa l'età, la professione... ci troviamo a combattere contro il drago, e in genere ci hanno raccontato che contro il drago combattono i principi. Beh.....dobbiamo diventare guerriere.....delle splendide guerriere...senza macchia...forse non senza paura... ma con coraggio da vendere!
Ora chiudi gli occhi... fai un respiro...buona vita, amica mia! 
La tua compagna di viaggio......

giovedì 28 settembre 2017

Terracina ed il suo eroe




Gabriele Orlandi

Ti è rimasta un po' di malinconia negli occhi, non farla andar via, per la felicità c'è tempo. Si sopravvive a tutto e si vive lo stesso. Solo un po' meno, sopravvissuti e soli. 
Vedessi che cielo indeciso, diviso a metà tra la voglia di resistere e quella di arrendersi e sgretolarsi fin quaggiù. Non credere mai di essere altro dal cielo, dal mare, dal fuoco. Noi siamo solo attimi di un respiro eterno.
In cielo c'era una nuvola come una freccia, peccato il maestrale l'abbia disfatta. Chissà dove ti stava chiedendo di andare...
Sai benissimo cosa fare eppure lasci che si muova nell'aria a dirigere il vuoto di un'orchestra immaginaria. E poi vedi la stanchezza, la forza, il tempo che corre, le immagini che si sovrappongono, la meraviglia di essere umani.
La difficoltà di trovare un'acqua veramente trasparente, di quelle che puoi vedere il fondo e vedere tutta la vita che c'è.
Gli sguardi persi nel vuoto sono dediche involontarie come quelle fotografie che non guardi più, ma che disegni e ridisegni continuamente nella memoria.
Il sorriso e l'abbraccio scompaiono dopo il click e precaria appare anche la paura.
Dopo l'inquietudine del cielo restavano a galla sul mare i profumi azzurro e smeraldo della quiete..
Parole come ponti di corda sfilacciati tra i silenzi. Non è la tempesta a spaventare, è il silenzio dell'attimo dopo.
L'incredulità ha gli occhi lucidi di chi ha il cuore inchiodato all'ultimo istante, ma guarda altrove. E nel silenzio sii mare profondo...

Preghiera per Gabriele Orlandi







Caro piccolo cielo lasciami guardare in alto

e scrivi un libro che parli di me in mia memoria.

Raccogli ogni bacio di chi mi ha amato,

che possa illuminare il loro amore.

Regala raggi di sole per tutte le ore del giorno

e nella notte buia.

Lasciami l'amore nella purezza

di un ultimo bacio consacrato al freddo

che mi riempia di calore

di un amore più grande dello stesso cielo.

L'immenso mare sia sospiro nell'insonnia.

E benedici con la tua pioggia e le tue ombre

l'amore che mi è stato dato.

Lasciatemi volare con un bacio infinito.



Ettorina

sabato 16 settembre 2017

La scelta di Massimo Bray

Massimo Bray, ex ministro ai Beni culturali

"Ho rinunciato alla scorta e la lettera di un carabiniere mi ha commosso".
Massimo Bray, ex ministro ai beni culturali minacciato dalla Camorra, racconta la sua esperienza con l'Arma: "Persone straordinarie"...
Oggi è l'ultimo giorno che vedrò quotidianamente Enrico e Francesco.
Sono stati al mio fianco dal giorno in cui qualcuno mi minacciò per aver voluto testardamente portare a compimento l'acquisto della Reggia di Carditello da parte dello Stato (ignorando i "non si può fare" e ricordando la promessa fatta al suo "angelo", il custode volontario Tommaso Cestrone) e aver dato così inizio al recupero di quel luogo così straordinariamente importante per il suo territorio. Il desiderio che io e Tommaso condividevamo, insieme a tantissime persone appartenenti alle associazioni culturali locali, alle donne e agli uomini del Ministero, di un'intera "comunità" coraggiosa e generosa, era quello di restituire alla Reggia quella dignità che occorre dare ai nostri beni culturali.
Qualche mese fa ho scritto una lettera ad un uomo di grandi qualità umane e professionali, responsabile del servizio "protezione", chiedendogli di valutare la possibilità di rinunciare al servizio di scorta ricevuto dallo Stato. Ho fatto questo passo convinto che sia giusto mettere a disposizione di chi ne ha più necessità le competenze di donne e uomini dal valore straordinario.
In questo periodo ho avuto l'onore di conoscere molti carabinieri. Lo scrivo in un momento non facile per l'Arma, ma la mia diretta esperienza mi permette di dire che si tratta di persone di grande valore e professionalità, dedite al loro lavoro e animate da un profondo rispetto per lo Stato. E credo che se qualcuno di loro ha commesso degli errori andrà giudicato, ma non dovremmo mai generalizzare e mettere in discussione il valore di un'istituzione così importante per il nostro Paese.
In questo periodo con molti di loro è nato un rapporto di vera amicizia. Questa mattina, ultimo giorno di lavoro insieme a me, Enrico mi ha consegnato una lettera.
Le sue parole mi hanno fatto riflettere e mi hanno profondamente commosso. Mi hanno fatto capire il valore dell'amicizia che si è creata tra noi, la stima, l'affetto, le attese, le speranze, il senso delle istituzioni di un cittadino che, come tantissimi, che ci deve far inorgoglire di essere italiani.
"Sul mio comodino c'è sempre un libro e a Lorenzo, mio figlio, ne leggo sempre uno appena possibile. Questa sensibilità è nata grazie a lei che mi ha fatto capire quanto la cultura può far star bene e consente di vedere le cose con più ottimismo e gioia......".
Ho scritto questo post perché credo di avere avuto molte fortune nella vita, ma sono legami come questi che ci danno la consapevolezza che il nostro Paese riuscirà ad essere un grande Paese, proprio grazie alle molte donne e uomini che condividono i valori di Enrico e il suo senso di rispetto verso le istituzioni.

16 settembre 2017

STO CCA'...


Nel 1963 Eduardo scrisse per Isabella Quarantotti questa bellissima poesia

STO CCA'...
Sto ccà, Isabè, sto ccà...
Ch'è, nun me vide?
Già, nun me può vedé...
ma stongo ccà.
Sto mmiez' 'e libre,
mmiez' 'e ccarte antiche,
pe' dint' 'e tteratore d' 'o cummò.
Me truove quann' 'o sole tras' 'e squinge
se mpizz' 'e taglio
e appiccia sti ccurnice
ndurate
argiento
grosse e piccerelle
'e lignammo priggiato -
acero
noce
palissandro
mogano -
pareno fenestielle e fenestelle
aperte ncopp' 'o munno...
Me truove quann' 'o sole se fa russo
primmo ca se ne scenne aret' 'e pprete
ndurann' 'e rame 'e ll'albere
e se mpizza
pe' mmiez' 'e fronne,
pe se fa guardà.
Si no, me può truvà, scurato notte,
rint' a cucina
p'arrangià caccosa:
na puntella 'e furmaggio,
na nzalata...
chellu ppoco
ca te supponta 'o stommeco
e te cucche.
Primmo d' 'a luce 'e ll'alba
po'
me  trouve a ttavulino,
c' 'a penna mmiez' ' ddete
e ll'uocchie ncielo
pensanno a chello ca t'aggio cuntato
e ca nun aggio scritto
e ca
va trova
si nun è stato buono
ca se songo perduto sti penziere
distratte
e stanche d'essere penzate
che corrono pe' ll'aria nzieme a me.
E si guarde pe' ll'aria
po' succedere
ca si ce stanno 'e nnuvole
me truove.
'O viento straccia 'e nnuvole
e comme vene vene,
e può truva ciert'uoccie
ca te guardeno
sott' 'a na fronta larga larga
e luonga
e ddoje fosse scavate...
'e può truvà.

domenica 27 agosto 2017

Genet

Un poliziotto in tenuta antisommossa e una donna eritrea di nome Genet
 in piazza Indipendenza a Roma, durante lo sgombero



Oggi su molte prime pagine dei giornali italiani c’è l’immagine di un poliziotto in tenuta antisommossa con le mani appoggiate ai lati della faccia di una donna nera. La foto è stata scattata ieri mattina a Piazza Indipendenza, a Roma, dal fotografo dell’Ansa Angelo Carconi: mostra un momento dello sgombero forzato di circa 150 migranti, prevalentemente rifugiati e richiedenti asilo, che si erano accampati vicino alla stazione Termini dopo essere stati precedentemente sgomberati da un palazzo di via Curtatone, sempre a Roma. È un’immagine molto intensa e diversa dalle altre scattate durante lo sgombero, durante il quale la polizia ha usato degli idranti su persone che stavano dormendo e che si erano appena svegliate, prima di caricarle e colpirle.





Cartoni ha raccontato di avere scattato la fotografia verso le 8 di mattina. Poco dopo che la polizia aveva provato il primo sgombero, diverse persone avevano provato a rientrare nella piazza, tra cui Genet, la donna eritrea di circa quarant’anni ritratta nella foto. Carconi ha detto: «Il poliziotto si è avvicinato e sembrava volere rassicurare la donna, che stava piangendo e provando a passare attraverso i blocchi». Il poliziotto, con la visiera del casco sollevata, ha poi preso tra le sue mani le mani della donna e le ha accarezzato la faccia. Dopo quella scena la stessa donna è stata vista urlare contro la polizia, e poi sono ricominciati gli scontri.






Maria Egizia Fiaschetti del Corriere ha intervistato il poliziotto ritratto nella foto, identificandolo solo con le iniziali N.G. Il poliziotto, che è di Sulmona (provincia dell’Aquila), ha 48 anni e da 28 in servizio al reparto Mobile di Roma,  ha detto: «Dopo la prima carica le donne sono tornate nei giardini. Piangevano disperate, temevano di finire in strada e di non riuscire a trovare un’altra sistemazione. Mi sono avvicinato a una di loro e l’ho accarezzata per rassicurarla che le avrebbero trovato un posto dove stare. I miei colleghi, anche se nelle immagini non si vede, hanno fatto lo stesso».