sabato 4 luglio 2015

Il cuore delle donne

Marilyn Monroe 


Il cuore delle donne è infrangibile. E' indistruttibile perché aspetta sempre. Cosa aspetti, non si sa. Ma è dotato di un'infinita pazienza. Tutto il resto in noi è tanto fragile. Abbiamo lo stomaco delicato, la pelle  sensibile, i nervi fragili. Abbiamo insonnie, tremiti, incubi, ansie notturne. Ma il cuore non ha mai niente. E' sanissimo. Ingoia tutto, manda giù tutto, i distacchi, la solitudine, i veleni, i pensieri angosciosi, gli anni orribili. E il cuore è lì tenace con i suoi ritmi. 
Dicono che quando ti spezzano il cuore non senti nessun rumore. Il dolore è talmente intenso che tutto intorno si fa silenzio. Dicono che le cicatrici a volte tornano a farti male come quei temporali estivi sospesi in un cielo carico di nuvole. Nuvole gonfie di pioggia che oscurano un timido sole e aspettano solo d'essere svuotate da ricordi che non hanno odore, perché non è vero che l'infelicità non lascia cicatrici da mostrare.




venerdì 3 luglio 2015

Le parole si nascondono




Le parole si nascondono tra le fessure delle panchine dietro quel raggio di sole che il  vento ha accarezzato ed il tempo asciugato.
Volti senza età si mescolano, si incrociano lentamente ed inesorabilmente sbiadiscono i ricordi. Diventano estranei quei volti che, una volta, si conoscevano e che, oggi, assomigliano ad ombre lontane, fantasmi di una vita dimenticata e anonima.
Mi sembra di vederle disegnate quelle parole su quei volti che non hanno più nulla se non  il buio che tutto confonde. Si raccontano le circostanze, i fatti, gli avvenimenti che li hanno visti protagonisti, ma le date si sovrappongono, si aggiungono e si sottraggono. Le amnesie si moltiplicano.
Scrivono con il cuore la cronologia alterata delle storie mai dimenticate, chiedono aiuto a quegli sguardi incrociati negli anni, prestando ascolto a quel sogno mai realizzato.





lunedì 29 giugno 2015

I ricordi sono stanchi






A volte siamo solo una storia da raccontare in quei giorni senza identità, ci possiamo specchiare in particolari e sfiorare i contorni dei ricordi narrati e a volte sopiti, addormentati, ma mai dimenticati.

I ricordi si tengono stretti per mano e diventano nuvole in questo scorcio di primavera, siedono sui gradini delle parole perdute, riposano in un cassetto, nascosti nell’angolo più oscuro per non essere ritrovati.

Si fanno accarezzare dalle pieghe di una biancheria sbiadita dal tempo illuminati da ricami delicatamente colorati. Si confondono tra gli aloni che ingialliscono nel loro inutile ed esasperato vivere.

A volte escono alle prime luci dell’alba per farsi illuminare da una tiepida luce  profumata dagli scaffali polverosi, anonimi e dimenticati.

I  ricordi giocano con le stelle, danzano con le meteore, incidono le loro iniziali sui cuori, ti fissano negli occhi, ti incrociano, ti riconoscono e ti inseguono, non si fanno dimenticare. 
Si nascondono nei dischi in vinile, nelle bobine di un vecchio registratore,  in un baule, in una foto di gruppo, nei libri di scuola. Vorrei salvarli tutti  ma sono stanchi e vogliono  tornare nella loro casa, nella nostra casa.