venerdì 10 luglio 2015

Giù le mani dal bambino che sei stato e che sarai ancora



Ci racconteranno che è stata colpa dei soccorritori per un eccesso di zelo, di quella dannata botola. Ci ubriacheranno di parole senza senso per non svelarci i nomi dei veri colpevoli morali. Si venderanno alla stampa e all'opinione pubblica con i loro volti costernati, falsamente addolorati e commossi. Si esibiranno con la cinicità celata da un ghigno di sofferenza. 
Ma questo è materiale per i grandi.
Tu eri semplicemente un bambino, e non potevi sapere di trovarti improvvisamente in un gioco più grande di te, che i potenti si divertono a costruire per passatempo. Tu l'avrai presa come un gioco, come una cosa divertente, con lo spirito disincantato dei bambini della tua età. Come quando guidavi la tua macchinina giocattolo. Alla fine si trattava di fare un saltino da una parte all'altra. Ma in un istante quel gioco pericoloso si è trasformato in una tragedia.
... E
i potenti, quelli che siedono sulle poltrone di velluto rosso non sanno che i bambini come Marco sono piccoli ma più intelligenti di noi. Che i bambini come Marco hanno le ginocchia ruvide e livide  e se le sbucciano perchè corrono e inciampano sul selciato. Che i bambini come Marco si asciugano il naso che gocciola con la manica della felpa pur di non smettere di giocare. Che i bambini come Marco non vorrebbero mai lavarsi  perché  non gli  importa di essere più belli. Che i bambini come Marco fanno i capricci anche se è Natale e che gli tocca andare a scuola in autobus. 
Non sanno che eri un bambino tranquillo e felice con i tuoi calzoncini corti e la tua maglietta ... e che se ora non ci sei più  è perché quel giocattolo che avevano costruito i grandi si è rotto troppo in fretta e non avevano soldini per ripararlo o se ne avevano, li avevano dati alle persone sbagliate.




mercoledì 8 luglio 2015

Ho messo tra le cose da salvare



Ho messo tra le cose da salvare

I marò,  perché la libertà è uno dei beni a cui  l'uomo non può rinunciare e che lo Stato deve garantire ai suoi servitori.

Il ricordo di Ilaria Alpi per non dimenticare cosa sia subire un'ingannevole giustizia.

La Grecia, prima che le banche tedesche le rubassero i risparmi.

La vita di Aldo Moro,  per non dimenticare la crudeltà di un'idea senza valore.

Falcone, Borsellino e tutte le vittime dei poteri occulti, che nella quotidianità di ogni gesto, di ogni parola, di ogni certezza ci hanno fatto sentire sempre più forti.

Nicola Calipari, per il suo inutile sacrificio.

Enzo Baldoni, per i nodi irrisolti sulla sua eroica morte.

Fabrizio Quattrocchi perché i politici hanno dimenticato che:
« Quando gli assassini gli stavano puntando la pistola contro, ha cercato di togliersi il cappuccio e ha gridato: adesso vi faccio vedere come muore un italiano. E lo hanno ucciso. È morto così: da coraggioso, da eroe »

Piermario Morosini, perché altri calciatori non muoiano in un campo di calcio per imperizia.

Marco Pantani per la sua morte annunciata, perché il suo sguardo fiero possa incontrare altri sguardi senza più timore d’essere ingannato.

Tutte le vittime della malasanità, scomparse nel rumore a volte assordante e silenzioso della vita.

Il ricordo di Emanuela Orlandi per la libertà negatale. 

I familiari delle vittime di Ustica, per quei cuori stanchi e feriti, reduci e creditori di una carezza dal cuore della giustizia.

Le vittime del processo Thyssen per la sensazione di evasa  giustizia.
 
La dignità di Eduardo De Falco,  il panettiere suicida a cui lo Stato ha concesso 24 ore per morire, non permettendogli di oltrepassare il limite dell'umiliazione.

Le vittime di tutte le stragi,  per non dimenticare quello che i miei occhi videro.

I pensionati derubati dei loro 60 miliardi, che nella fatica d’ogni giorno cercano un motivo valido per sorridere ancora. 

La rabbia degli aquilani, per l’assoluzione dei tecnici della commissione “Grandi rischi”, e che alle 3 e 32 non ridevano ma prosciugavano lacrime sui loro lunghi silenzi.


L'indignazione della popolazione di Taranto che il decreto sull’Ilva  “In nome del popolo”, condanna a vivere con la diossina e con i veleni.

Le vittime di tutte le sentenze di assoluzione per disastro ambientale, perché la logica del profitto è prioritaria alla salute e all'ambiente. 

Le verità celate dai Segreti di Stato, secretati  con la crudeltà di un idea senza valore nell’indifferenza del potere.




Le vittime nel mondo della guerra ed delle ingiustizie per l’incapacità di comprenderci anche quando parliamo lingue diverse.

Ho messo tra le cose da salvare i valori: onestà, umanità, giustizia.

E vorrei salvarmi ...

Il pudore delle emozioni


Stanno camminando in troppi sul mio cuore

lunedì 6 luglio 2015

A chi ...




A chi finisce l'inchiostro proprio mentre sta scrivendo la parte più intensa della propria vita....

A quelli che scrivono  pensando così di aver vissuto più emozioni di altri...

A chi l'ultima pagina non la vorrebbe scrivere mai...

sabato 4 luglio 2015

Come foglie

Malika Ayane 

E’ piovuto il caldo
Ha squarciato il cielo
Dicono sia colpa di un’estate come non mai
Piove e intanto penso
Ha quest’acqua un senso
Parla di un rumore
Prima del silenzio e poi…
E’ un inverno che va via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto?
D’estate muoio un po’
Aspetto che ritorni l’illusione
Di un’estate che non so…
Quando arriva e quando parte,
Se riparte?
E’ arrivato il tempo
Di lasciare spazio
A chi dice che di spazio
E tempo non ne ho dato mai
Seguo il sesto senso
Della pioggia il vento
Che mi porti dritta
Dritta a te
Che freddo sentirai
E’ un inverno che è già via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia?
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto?
D’estate muoio un po’
Aspetto che ritorni l’illusione
Di un’estate che non so…
Quando arriva e quando parte,
Se riparte?
E’ un inverno che è già via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia?
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto
D’estate muoio un po’
Aspetto che ritorni l’illusione
Di un’estate che non so…
Quando arriva e quando parte,
Se riparte?
E’ arrivato il tempo
Di lasciare spazio
A chi dice che di tempo
E spazio non ne ho
Dato mai