martedì 25 aprile 2017

25 APRILE


Qui vivono per sempre 
Gli occhi che furono chiusi alla luce 
Perché tutti li avessero aperti 
Per sempre alla luce. 
[Ungaretti]
 
 Con l'uniforme del padre morto. Italia, San Vito, Gennaio 1944


 Lettere alla famiglia lontana. Termoli, Italia, Novembre 1943



venerdì 21 aprile 2017

Champs Elysees


 
Il mio dolore è amaro
la mia tristezza profonda
E vi sono sepolto
come un uomo nella tomba
Flaubert
Parigi - Champs Elysees







   










venerdì 31 marzo 2017

Elogio a Fausto Mesolella


 Io e Fausto Mesolella
 
Addio Fausto Mesolella,
non potrò mai dimenticare la grandezza di un uomo che tra le corde della sua chitarra spandeva nell'aria ritmi assolutamente inimitabili. Un grande uomo, prima che un grande musicista di una nobiltà d'animo tipica solo delle poche e belle persone che ho conosciuto nel campo artistico.
Mi hai regalato il tuo abbraccio in una serata estiva, abbracciando virtualmente la mia città, Terracina.
Io, come umile interprete questa bella cittadina, mi sono fatta promotrice di un sogno, quello di averti con noi come in un "sogno di mezza estate". 

GRAZIE FAUSTO


Fausto Mesolella


Ci sono cose che ciascuno di noi si porta dentro, invisibili. E poi succede che una mattina ti svegli e scopri che un artista di prestigio internazionale come Fausto Mesolella ci ha lasciati per sempre, e allora quelle emozioni si risvegliano improvvisamente, incautamente.
Non dimenticherò mai quella serata magica e coinvolgente in cui Fausto ci accompagnò con il suono della sua chitarra in uno dei più coinvolgenti viaggi emozionali che solo lui con il suo pathos sapeva trasmettere.
La piazza era gremita per il concerto di Fausto, chitarrista, compositore e arrangiatore, componente della Piccola Orchestra Avion Travel, vincitore del Premio Ennio Morricone, collaboratore di artisti del calibro di Andrea Bocelli, Bono degli U2, Gianna Nannini, Fiorella Mannoia.
In quella notte magica si sono susseguite le note dei più celebri brani dalla musica, da quella classica ai temi per colonne sonore di film, , da “Pavane” a “Libertango” da “Imagine” a “O sole mio”.Due ore sintesi di un percorso che, attraverso il solo suono della sua chitarra ci ha raccontato la storia del compositore.
Un musicista completo quanto schivo, con quella signorile discrezionalità propria di coloro che all'apparenza preferiscono la sostanza.
Una grande festa, uno scrosciare di applausi e commozione per uno spettacolo che è andato al di là di ogni aspettativa per quel chitarrista dotato di personalità ed alto spirito artistico, accompagnato dalla sua chitarra “insanguinata” come lui stesso amava definire.
Credo che tutti noi dobbiamo ringraziare Fausto Mesolella per averci regalato un'idea di "cultura", fotografando con la sua arte il valore di quell’humus, simbolo del patrimonio dell'umanità.
Onorata di averti conosciuto,
Ettorina


 Terracina - 25 luglio 2014


 Fausto Mesolella


 Fausto Mesolella


 Fausto Mesolella


 Fausto Mesolella


Fausto Mesolella


Fausto Mesolella


Fausto Mesolella


 
Fausto Mesolella

Foto: Francesco Petrilli


Accordi di chitarra lassù nel cielo...

giovedì 9 marzo 2017

Le Donne Donne



Ci sono le Donne.
E poi ci sono le Donne Donne. E quelle non devi provare a capirle, sarebbe una battaglia persa in partenza. Le devi prendere e basta e non darle il tempo di pensare. Devi spazzare via quelle paure che ti sapranno confidare una volta sola, una soltanto, a bassa, bassissima voce. Perché si vergogna delle proprie debolezze e, dopo avertele raccontate, si tormenteranno in un'agonia lenta e silenziosa, al pensiero che, scoprendo il fianco e mostrandosi umane, fragili e bisognose per un piccolo attimo, vedranno le spalle voltarsi e passi allontanarsi.
Amale indifese e senza trucco, perché non sai quanto gli occhi di una donna possano trovare scudo dietro un velo di mascara.
Amale addormentate, un po' ammaccate quando il sonno le stropiccia.
Amale sapendo che non hanno bisogno, sanno bastare a loro stesse. Ma, appunto per questo sapranno amare te come nessuna.

martedì 7 marzo 2017

Innocenti evasioni

 Lucio Battisti all’Assemblea degli studenti Cattolici Popolari
 Milano, febbraio 1975


L'ultima esibizione "live" di Lucio Battisti all’Assemblea degli studenti Cattolici Popolari a Milano nel febbraio 1975 ribalta completamente quanto si sapeva dell’attività live di Battisti e la sua (non più ultima) esibizione a Teatro 10.
Purtroppo non si hanno i dati completi relativi alle canzoni eseguite, ma dalla foto inserita, presa da un articolo di giornale si può azzardare l’ipotesi che si sia trattata di un’esibizione voce e chitarra (il chitarrista in foto sembra essere Mario Lavezzi).

martedì 28 febbraio 2017

Dj Fabo, addio

 Fabiano Antoniani
 Dj Fabo

Fabiano Antoniani, Dj Fabo, è morto ieri mattina alle 11.40 in Svizzera. Dj Fabo, tetraplegico e cieco in seguito a un incindente stradale, ha scelto di morire. Non solo per lavorare con dignità, ma anche per morire con dignità bisogna emigrare dall'Italia. E Fabo è morto in esilio perché il suo Paese, il nostro Paese, non ha ascoltato il suo appello.
"Sono finalmente arrivato in Svizzera e ci sono arrivato con le mie forze e non grazie all’aiuto del mio Stato. Volevo ringraziare una persona che ha voluto salvarmi da questa vita, un inferno di dolore, di dolore, di dolore".
La persona che Fabo ringrazia è Marco Cappato, politico, difensore di diritti.
Cappato, in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook, spiega come in Svizzera non si pratichi eutanasia a chiunque lo chieda, ma c'è assistenza medica che valuta le condizioni che effettivamente consentano di accedere alla morte volontaria. in Svizzera, appunto. In Italia, invece, nel Paese di cui parlar sempre bene, tutti sordi all'appello di Fabo. Questa è l'Italia, una bella cartolina. Un Paese in cui la vita deve scorrere senza impedimenti di sorta, senza intoppi apparenti. Tu Fabo hai potuto chiedere di finire la tua vita con umanità e hai potuto farlo con la tua voce. Ti abbiamo sentito distintamente chiedere una morte dignitosa, non esiste giustificazione possibile al silenzio che hai ottenuto in risposta. Non esiste giustificazione e urgenza possibile per la mancanza di empatia, di attenzione e di umanità del Parlamento e del Paese in cui ti è toccato in sorte di nascere e dal quale sei stato costretto ad auto esiliarti per morire. Perdonaci per aver reso la religione che crediamo di osservare talmente vuota da non saper più riconoscere un Cristo quando lo abbiano di fronte.

 "Una vita più lunga non è necessariamente migliore,
 ma una morte attesa più a lungo è senz'altro peggiore".

Lucio Anneo Seneca
Lettere a Lucilio

venerdì 20 gennaio 2017

La terra stanca sotto la neve

Amatrice

 INVERNO
Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.
Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un’altra estate.
Anche la luce sembra morire
nell’ombra incerta di un divenire
dove anche l’alba diventa sera
e i volti sembrano teschi di cera.
Ma tu che vai, ma tu rimani
anche la neve morirà domani
l’amore ancora ci passerà vicino
nella stagione del biancospino.
La terra stanca sotto la neve
dorme il silenzio di un sonno greve
l’inverno raccoglie la sua fatica
di mille secoli, da un’alba antica.
Ma tu che stai, perché rimani?
Un altro inverno tornerà domani
cadrà altra neve a consolare i campi
cadrà altra neve sui camposanti.

Fabrizio De André